fbpx

Musica modello TikTok

Musica e video sono da sempre strettamente intrecciati, dagli esperimenti audiovisivi del primo Novecento all’era dei grandi musical cinematografici fino all’esplosione dei video musicali così come li intendiamo oggi con l’era di MTV, notoriamente aperta nel 1981 con la trasmissione del video di Video Killed the Radio Star, profetica hit dei The Buggles. I vent’anni di dominio indiscusso dei video musicali in televisione – con firme d’autore come John Landis, Jonathan Glazer, Spike Jonze – hanno lasciato lentamente spazio ad altri medium con la diffusione di internet e soprattutto di YouTube, in cui inizialmente i video convivevano con la trasmissione televisiva per poi, lentamente, diventare il luogo primario di pubblicazione di videoclip musicali. Oggi, con la diffusione endemica di social e app di condivisione, il rapporto tra musica e video sembra si stia trasformando ulteriormente, con un’ibridazione importante tra la produzione musicale e il social in maggiore crescita negli ultimi anni, soprattutto tra gli adolescenti: TikTok.


Musica e video hanno da sempre un forte legame: negli ultimi 40 anni prima con MTV poi con YouTube e, adesso, con TikTok


TikTok è un parente giovane di Vine (ve lo ricordate Vine?), il social di proprietà Twitter che permetteva la pubblicazione di video di 6 secondi e che spopolò a cavallo tra il 2013 e il 2016, raggiungendo i 200 milioni di utenti prima della chiusura nel 2017. Il social cinese, aperto ufficialmente nel 2016 sulla scia del declino di Vine, sembra invece destinato ad avere una vita più lunga: ad ottobre 2020, la app ha raggiunto infatti i 2 miliardi di download e i numeri continuano a salire. A contribuire in maniera decisiva alla sua diffusione è proprio l’aspetto musicale, preponderante nei video condivisi sul social, che si esprime solitamente in un balletto – accompagnato da un estratto di una canzone da 15 o 20 secondi – che si diffonde con forza memetica in lunghissime catene di video realizzati milioni e milioni di volte da altrettanti utenti.


Un fotogramma del videoclip di Old Town Road

Nel 2019, fece scalpore il successo inaspettato del pezzo country rap Old Town Road di Lil Nas X con il featuring di Billy Ray Cyrus, canzone nata appunto come un meme dentro TikTok e che ha finito per rimanere in testa alla “Hot 100” di Billboard per 19 settimane consecutive, fissando un nuovo record e conquistando persino due Grammy come Best Pop Duo/Group Performance e, appunto, come Best Music Video. Il brano era stato prodotto in maniera indipendente a fine 2018, rilasciato e poi reinciso dalla Columbia nel marzo 2019 dopo il successo virale tramite balletto cowboy su TikTok: una scommessa, quella della Columbia, ripagata oltre che dai premi anche da un successo commerciale che, nello stesso anno, è stato superato soltanto da Bad Guy di Billie Eilish.


Old Town Road di Lil Nas X è esplosa su TikTok e ha finito per rimanere in testa alla “Hot 100” di Billboard per 19 settimane consecutive


Old Town Road ha lanciato un precedente che nel giro di un anno e mezzo ha portato tre delle canzoni più ascoltate da Spotify nel corso dell’anno (il 2020) ad essere anche quelle più virali su TikTok. The Box di Roddy Ricch, Roses di Saint Jhn remixata da Imanbek e Yummy di Justin Bieber sembrano essere parte di un trend che porta gli artisti a dialogare sempre di più con il linguaggio visuale e musicale della piattaforma per spingere il lancio dei propri pezzi. Non solo il misconosciuto Lil Nas X o la rapper di modesto successo DojaCat, ad esempio, che è arrivata alle vette delle classifiche con Say So sull’onda proprio dei milioni di repost, ma anche artisti di fama si muovono sempre più in questa direzione.



Il successo di TikTok sta infatti spingendo verso nuove prospettive per la diffusione musicale, dando possibilità maggiori ad artisti meno conosciuti da un lato e trasformando, dall’altro, il modo stesso in cui le canzoni vengono concepite, plasmando i propri brani sulla possibilità di frammentazione, di condivisione e suggerendo persino il balletto da accompagnare alla parte di brano che probabilmente sarà condiviso. Scrive il Post in Come TikTok sta influenzando la musica pop:

Ma la quantità di streaming e la popolarità ottenuti grazie a un meme sul social network sono tali che non sono solo gli artisti esordienti o a inizio carriera a cercare di far diventare virali le proprio canzoni. Quando fece uscire “Yummy”, Justin Bieber fu accusato da molti di averla pensata esattamente per TikTok, sospetto poi confermato quando il cantante pubblicò un suo video raccogliendo i video che nel frattempo erano stati fatti ballando la canzone. Il rapper Drake addirittura ha girato il video della sua canzone “Tootsie Slide” in modo da consigliare i passi da fare per ballarla, per propiziarne il successo su TikTok. Ha funzionato, perché una settimana dopo perfino il giocatore di basket LeBron James ha pubblicato un video su TikTok in cui la ballava allo stesso modo.

Come molte delle applicazioni e dei social, però, TikTok porta ovviamente con sé le implicazioni legate al suo algoritmo, che seleziona i contenuti da promuovere e di conseguenza ne spinge inevitabilmente la viralità. Tutto ciò in un contesto di sfruttamento che non va soltanto in una direzione – gli artisti che sfruttano la piattaforma per il successo dei proprio brani –ma anche in quella opposta. Non a caso ByteDance, la società proprietaria di TikTok, ha lanciato il servizio di streaming musicale Resso, potenzialmente un competitor diretto di Spotify, Google, Apple Music, che grazie al potere di TikTok (con cui dialoga direttamente) ha stretto in poco tempo accordi importanti con molte case discografiche internazionali il cui catalogo vi sarà integrato. A differenza dell’era del videoclip, oggi non sembra più il video musicale d’autore a portare una canzone all’attenzione dello spettatore/ascoltatore, ma l’ascoltatore stesso, attraverso la fruizione e la riproposizione memetica su TikTok, a contribuire in maniera decisiva a decretare il successo di un brano.