Blade Runner 2021

«Avevo fatto un disegno di una tipica città moderna che avesse un edificio della grandezza del World Trade Center che adesso fosse invecchiato e nuovi edifici che si innalzavano fino a 900 metri», ricorda il concept artist Syd Mead in un’intervista per American Cinematographer ( Discussing the set design of Blade Runner). «Poi cominci a costruire un intera rete di collegamenti, perché le persone per bene non vivono sotto 60 piani dal livello del terreno. Quindi il livello stradale diventa un corridoio di accesso e niente di più. Se sei costretto a vivere lì da disgrazie economiche o altro, è un posto davvero spiacevole in cui stare. C’è questo congestionamento di automobili e grandi macchine che semplicemente sono lì. Sono controllate dalla città, e se ne stanno semplicemente lì per un mese. Le persone si accampano sotto di esse, e c’è la densità sullo stile di Hong Kong e Calcutta che Ridley stava cercando. Le grafie orientali lungo le strade contribuiscono a quella densità senza distrarre come farebbero cartelli in lingua inglese per il pubblico americano. Ti danno quell’affollamento e quell’accozzaglia visiva aggiuntiva senza distrarre troppo. L’avevo notato di persona nel quartiere di Ginza, a Tokyo, dove i cartelli sembrano incredibilmente confusi, ma non ne ero distratto perché non ero in grado di leggerli, perciò potevo godermi la pura composizione visiva che creavano».


I 1500 droni si sollevano nel cielo di Shangai

A guardare le immagini dei 1500 droni che si alzano nel cielo di Shanghai, le luci colorate, i giochi e la creazione di immagini che si sussegue sopra le acque del fiume Huangpu non possono non venire in mente le immagini futuristiche del primo Blade Runner. Quando Ridley Scott immaginava gli enormi cartelloni pubblicitari con le facce e i loghi giganteschi ispirandosi a Tokyo e a Hong Kong, forse le sue proiezioni non erano lontane da quello che si è visto nella megalopoli cinese ad aprile. Per festeggiare un anno dall’uscita del videogame di Cygames Princess Connect! Re: Dive, l’azienda di gaming e intrattenimento Bilibili ha dato vita ad uno show aereo in cui droni colorati ricreavano i personaggi del videogioco di fronti a migliaia di spettatori. Uno spettacolo conclusosi, nel finale, con una delle più innovative trovate pubblicitarie degli ultimi anni: la proiezione di un QR code che il pubblico poteva scansionare per accedere a contenuti speciali.


A guardare le immagini dei 1500 droni che si alzano nel cielo di Shanghai non possono non venire in mente le immagini futuristiche del primo Blade Runner


Esattamente come le proiezioni olografiche di Blade Runner e Blade Runner 2049, la pura composizione visiva delle immagini colorate e in movimento viene virata all’aspetto commerciale, trasformando il gioco di luci nel cielo notturno in un enorme spot interattivo di Princess Connect! Re: Dive. Scansionando il QR code con il proprio smartphone, infatti, gli spettatori lungo il fiume (ma anche quelli da casa, dato che il QR è scansionabile anche dalle immagini fotografiche e video che riproducono lo spettacolo) hanno potuto scaricare l’anniversary package del gioco, con alcune novità esclusive. Una frontiera della pubblicità interattiva che parte dal digitale (il gioco) e torna nello spazio fisico (i droni nel cielo) per tornare infine digitale, negli smartphone delle migliaia di utenti che hanno partecipato all’evento. Tre passaggi che costituiscono anche l’evento stesso: la proiezione del QR code nel cielo di Shanghai, la scansione del QR code da parte degli utenti, il download attivato dal codice proiettato.



La prefigurazione della fantascienza non è cosa nuova, anzi è ormai evidente come le proiezioni artistiche (della letteratura, dell’illustrazione, del cinema) siano una spinta al progresso tecnologico. Un cerchio, anche qui, se si pensa che i concept cinematografici immaginati da Syd Mead univano l’immaginazione del Metropolis di Fritz Lang ai progetti architettonici dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia. Se l’esperimento di Bilibili apra le porte a strade nuove per l’intrattenimento e per la comunicazione o se non sia soltanto la chiave d’accesso per ennesimi spazi pubblicitari è presto per dirlo. Ma se da un lato non si può non condividere l’entusiasmo per la creatività di un tale spettacolo, dall’altro si fa presto ad immaginare come questo esperimento getti le basi perché quell’affollamento visivo di pubblicità che già invade oggi i nostri schermi finisca per invadere presto anche i nostri cieli.